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La signora Silvia e lo chef Davide discutono in merito a una prenotazione e la titolare sostiene che Davide dovrebbe essere più flessibile in merito alla variazione comunicata dalla cliente. La signora Silvia racconta anche dell'introduzione delle misure alternative.
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"Il detenuto non è un reato che cammina". La signora Silvia ci tiene a sottolineare che ci sono molte storie all'interno del carcere e ognuna merita rispetto. È sano che la società esterna conosca sempre di più il carcere.
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Davide racconta come vive in semi libertà e come questo gli permetta di passare metà dell'anno a casa. Questa condizione però ha degli obblighi che vanno rispettati. Davide ha imparato a vedere il mondo da un'altra prospettiva e questo gli ha insegnato tanto.
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Said racconta di quanto si senta cambiato da quell'esperienza e ribadisce che si torna sempre alle origini. Dice di avere delle idee e di voler creare qualcosa di suo ora che si sente se stesso.
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Due dei detenuti del carcere di Bollate che lavorano in cucina raccontano quali sono i loro punti di vista nei confronti della società fuori e del modo di essere reinseriti. Entrambi concordano che non sia facile, ma che anche i detenuti sono esseri umani.
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La titolare del ristorante "In galera", la signora Silvia, racconta per quale motivo vuole dare ai detenuti una possbilità facendoli lavorare. Lei sostiene che non essere liberi non significa togliere anche la dignità.
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In questa breve parte vediamo come viene organizzata la cucina in base alle consegne e a quanto c'è da fare. La signora Silvia va da Davide e chiede il permesso prima di entrare.
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La signora Silvia va a trovare Davide in cucina per vedere cosa proporrà alla cena e gli chiede se è agitato. Davide è molto organizzato e ha tutto sotto controllo.
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È tutto pronto per la cena dei sette anni di apertura del ristorante "In Galera" e Davide racconta come si sente e di cosa ha bisogno per continuare ad essere creativo. A cena, la signora Silvia fa un breve discorso alla sala piena.
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La signora Silvia conclude il discorso dopo i ringaziamenti con una frase inventata grazie al ristorante: "Benvenuti in galera".
Grazie alla cooperativa di Silvia, molti detenuti hanno completato con successo il percorso di reinserimento lavorando nella ristorazione e tutelando la loro dignità.
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Piccole chicche sulla Basilicata dal punto di vista di una donna che è nata in questa terra.
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L'affascinante storia di questa terra continua. piena di misteri.
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Con questa parte termina il dolce viaggio in Basilicata, lasciando a chi guarda la voglia di andare dal vivo a visitare questa meravigliosa terra. Buon viaggio.
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Ecco due simboli iconici che hanno rappresentato il sogno di molti italiani: la Ferrari Testarossa e l'Autobianchi Bianchina. Andiamo a scoprire le loro storie.
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La Testarossa è considerata la supercar per eccellenza. Per un breve periodo è stata la vettura di serie più veloce del mondo. Vediamo qualche caratteristica in questo video.
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