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Le persone sopravvissute al terremoto descrivono le loro prime reazioni nel momento in cui hanno avvertito le scosse e poi nel vedere così tante case ed edifici in rovina. Era difficile credere che fosse tutto vero.
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Camilla scopre che un uomo, presentatosi con il falso nome di "Giuseppe Verdi", è in realtà l'erede della vittima di un omicidio. Convinta che possa essere coinvolto nel delitto e preoccupata perché Anna è uscita a cena con lui, cerca di rintracciarla prima che sia troppo tardi.
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Dopo aver lasciato Napoli, il viaggio prosegue a Caserta, città sospesa tra la monumentalità della Reggia e l'identità di una provincia che convive con tradizione e modernità. Qui Annalena incontra lo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo, che racconta il suo profondo legame con la città in cui è nato e cresciuto.
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La polizia interviene in un forno dove il proprietario, Pasquale Granato, è stato trovato ucciso. Mentre iniziano i rilievi e le prime testimonianze, emerge che l'omicidio era stato previsto e forse poteva essere evitato.
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Una restauratrice riflette sul valore dell’arte e del restauro, che per lei sono stati un’ancora di salvezza dopo il terremoto de L’Aquila. Insieme ad altri artisti, si evidenzia come l’arte possa diventare uno strumento di rinascita personale e collettiva, capace di creare spazi di condivisione, dare senso al vissuto e contribuire alla ricostruzione sociale e culturale della città.
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Renzo prova a riallacciare contatti di lavoro quando arriva Camilla per cercare di fare pace con lui. Una telefonata dalla banca interrompe però il loro confronto e stravolge i piani della giornata.
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Diego De Silva racconta il suo percorso di scrittore, spiegando come abbia affrontato temi come la Camorra e il dolore con uno stile anti-retorico. Attraverso l'ironia e l'umorismo mostra come sia possibile comprendere meglio la realtà, prenderne le distanze e riflettere sui valori che contano davvero.
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Un flashback rievoca il passaggio di una tradizione familiare legata all'arte del pane. Nel presente, una misteriosa telefonata e la notizia di una sparatoria danno il via a una nuova indagine dei Bastardi di Pizzofalcone.
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Gli artisti raccontano come l’arte sia uno strumento di riflessione critica sulla realtà spiegando come il trauma del terremoto de L’Aquila abbia trasformato il dolore in energia creativa, segnando per sempre la loro immaginazione e il loro lavoro.
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Una nuova pista emerge nelle indagini sulla morte di Flora: il suo testamento rivela l’esistenza di un figlio dato in adozione molti anni prima, unico erede del suo patrimonio. Mentre gli investigatori cercano di capire se l’uomo possa essere coinvolto nel caso, le vicende personali di Camilla e di Anna si intrecciano tra dubbi e confidenze.
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Nel centro storico di Salerno, Diego De Silva ripercorre ricordi d’infanzia e racconta come la scrittura e il personaggio dell’avvocato Malinconico lo abbiano aiutato ad affrontare e superare un difficile periodo segnato dalla malattia.
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Dopo aver risolto un caso complesso e doloroso, la squadra di Pizzofalcone celebra il successo dell’indagine e il miglioramento delle condizioni della piccola Giorgia. Tra momenti di leggerezza e vicende personali, emerge anche una notizia inaspettata.
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Dopo il concerto, le famiglie dei ragazzi si trovano ad affrontare separazioni, cambiamenti e verità difficili da accettare. Il rifiuto di Rosario di lasciare Milano, il dolore di Matteo per l'assenza della madre e i tentativi degli adulti di proteggerlo fanno emergere tensioni, fragilità e il profondo bisogno di affetto e stabilità.
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Il ritrovamento del cadavere dell'uomo senza identità, chiamato “Quantunque”, dà il via a un’indagine complessa e ricca di interrogativi. Mentre la polizia cerca nuove piste, Anna affronta il dolore della perdita e il desiderio di conoscere la verità sulla vittima e sul suo tragico destino.
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Diego De Silva racconta il suo legame con Salerno e riflette su come contraddizioni, disagi e rapporti complessi con i luoghi d’origine alimentino la scrittura. Tra ricordi personali e riferimenti a Vincenzo Malinconico, emerge il ritratto di un autore che trasforma l’esperienza vissuta in racconto e letteratura.
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