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Fabiola Gianotti racconta il CERN come luogo di incontro, crescita e cooperazione internazionale: un ambiente giovane e multiculturale dove la scienza è vissuta in modo democratico. Le immagini d’archivio celebrano lo spirito originario del CERN: una straordinaria avventura.
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Intermedio
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Fabiola Gianotti qui racconta la nascita della sua passione per la fisica: dall’influenza di un grande insegnante e dalla lettura della biografia di Marie Curie, fino alla scelta della fisica come disciplina fondamentale e all’arrivo al CERN, vissuto come un luogo straordinario per la ricerca scientifica.
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Un tuffo nei ricordi degli anni di scuola, tra scioperi, scuole private, anni di piombo e amicizie che hanno lasciato il segno. Tra voti di maturità, settimane bianche, litigi memorabili e foto ingiallite, prende forma il ritratto di un gruppo di ragazze molto diverse tra loro, unite da legami forti, confronti accesi e da quel bisogno continuo di dimostrare qualcosa, soprattutto a se stesse.
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Intermedio
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In questa parte, Fabiola Gianotti ripercorre un momento delle sua infanzia quando scopre il mondo dello spettacolo tra festival canori e doppiaggio. Impara così la disciplina e si impegna con passione senza trascurare la scuola.
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Fabiola Gianotti ripercorre la sua infanzia tra natura, famiglia e musica: le passeggiate in montagna con il padre geologo, l’amore per la Sicilia della madre e il pianoforte, inizialmente odiato, ma fondamentale per imparare rigore e creatività. Un racconto intimo che mostra come scienza, arte e cultura abbiano contribuito a formare la fisica che è oggi.
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Un breve ritratto di Fabiola Gianotti e della storica scoperta del bosone di Higgs al CERN, una particella fondamentale per comprendere l’origine della materia e dell’universo.
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A fare da colonna sonora in questo video c'è "La storia sbagliata", canzone scritta e cantata da Fabrizio De Andrè proprio per Pier Paolo Pasolini, dopo la sua tragica uccisione avvenuta il 2 novembre 1975.
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La puntata dedicata al Lazio si conclude con delle riflessioni di Annalena sulla città di Roma e sulla famiglia di religione mista di Alessandro Piperno.
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Pier Paolo Pasolini discute gli effetti che il fascismo ebbe sull'Italia. Parla della città di Sabaudia, città a 95 chilometri da Roma, costruita dal governo fascista sulle paludi bonificate dell'antico Agro Pontino, e di come, successivamente, abbia preso piede la cultura del consumismo.
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Intermedio
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Annalena continua la chiacchierata con Piperno nel suo ristorante preferito. Mentre aspettano di mangiare, lo scrittore mostra alla giornalista alcune foto in cui lui stesso si definisce antipatico e ci spiega il perché.
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Prosegue il tema della difesa della forma della città proposto da Pasolini. Si trova tra Orte e Sabaudia e da qui spiega per quale motivo ha scelto di difendere un passato anonimo e popolare.
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Mentre Alessandro Piperno spiega da dove nascono le cose che scrive sui suoi personaggi e da dove arriva la sua narrativa, capiamo anche quali sono le sue origini. Piperno poi racconta anche il divertente aneddoto riguardo al suo premio Stega.
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Pasolini spiega per quale motivo ha scelto come tema il profilo di una città e quali sono le difficoltà che ha incontrato quando questo tema viene contaminato con dettagli estranei o moderni. Dice anche che tutte le opere sono degne di essere difese con lo stesso entusiasmo.
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Intermedio
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Lasciando la periferia di Roma, Annalena Benini si dirige ora verso un quartiere borghese dove incontra il professore e scrittore Alessandro Piperno. Lui ci racconta come ha vissuto la sua adolescenza e come vive il suo ruolo di scrittore.
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Pasolini continua a chiedere alle persone in spiaggia cosa ne pensano del divorzio e così emergono pareri contrastanti fra uomini e donne. Durante una trasmissione sul ciclismo, viene chiesto a Pasolini per quale motivo si trovi lì e la sua risposta è molto semplice.
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